mercoledì 26 dicembre 2012

Come rimediare alla disfatta

Caro Matteo,
hai visto cosa succede a starsene troppo in silenzio quando si è in realtà un leader nazionale? 
Oggi rischi la "normalizzazione". Bersani e Co., da grandi streghi, hanno fatto tutti i loro conti e ti hanno imposto (indirettamente) di sederti al tavolo delle trattative (commissione deroghe). Nonostante tu abbia voluto non esserci! Sì è vero, Delrio non ha fatto bene, quindi sei dovuto intervenire tu! Ma mandare il solito Reggi no? Troppo falco? Ma in quei tavoli non vanno per le leggere. Su 14 commissari (tra cui Bindi, Franceschini, Finocchiaro, Bersani, Migliavacca) c'era posto solo per un renziano. Come riesci a sopportare ancora tutto questo? Forse era meglio cambiare strategia. Lo so aspettare in questo momento di caos è utile, ma sperare che si azzannino da soli per poi essere acclamato come salvatore della patri tra due anni è un po' troppo presuntuoso. In oltre due anni di politica sono "un'altra era", nel senso che può succedere di tutto.
Non era meglio, finite le primarie, continuare la campagna e fare gli ultimi giri per "lanciare" i tuoi alle primarie dei parlamentari...magari valorizzando i tanti giovani bravi ed attivi che ti hanno sostenuto con i comitati? Non era meglio continuare a parlare ai comitati, ai simpatizzanti, alla stampa, ai "renziani"?
Ora ti trovo a metà strada! Raccoglierai solo le lamentele: da una parte e dall'altra!
La partita è delicata. Fai ancora in tempo! Aiuta i tuoi..ma scegli quelli giusti! Scegli i giusti per portare avanti non solo le idee ma lo "stil novo", la mentalità, il modus operandi che ti differenzia da tutti gli atri del Pd (e non solo).
Sfrutta meglio le tue risorse e non ti accontentare solo di 15-25 parlamenari...altrimenti ti ritroverai sempre a rincorrere e a sfidare un avversario in accordo con l'arbitro!
In bocca al lupo
Con stima

lunedì 3 dicembre 2012

Intorno solo orgie di vuoto pneumautico

Abbiamo perso un'enorme occasione! Parlo della sconfitta di Matteo Renzi. Io l'ho sostenuto sin dal primo momento, ho lavorato per lui. Ho provato a cambiare la politica dall'interno, con tenacia e coraggio!
Non potevo fare altrimenti. Sentivo l'obbligo di morale spendermi per lui/noi.
Poi le accuse, le menzogne, le cialtronate! Quante stronzate ho sentito. Quanta nullità ho percepito quando ci hanno attaccati sul nulla! Vuoto pneumatico! Orgie di vuoto pneumatico.

Oggi sono profondamente amareggiato. Amareggiato per la sconfitta. Credo sia stata una battaglia che solo un folle poteva affrontare. Solo un pazzo coraggioso poteva sfidare l'establishment della gioiosa macchina. Tutti gli altri hanno preferito accodarsi, (dico bene 40enni dirigenti del PD?). Davide contro Golia. Era difficile, ma ci siamo fatti ingannare dall'entusiasmo, dalla gioia di vivere, dalla passione che ha contraddistinto la campagna elettorale. Noi, consapevoli del dolce inganno renziano lo abbiamo seguito e lo ringraziamo comunque: per la forza, per la voglia di vivere che ci ha dato e per averci trasmesso il suo coraggio, la sua propensione al rischio.
Ha osato. Ha osato perdere.
La battaglia di Matteo è stata una battaglia strana. Non si è giocata solo sui contenuti politici, ma su un'idea di Vita (la V maiuscola non è casuale). La sua, la nostra è stata una battaglia per affermare un sì alla vita. Un sì nietzscano, uno slancio vitale. Un dionisiaco referendum sul riequilibrio della boria apollinea. Contro il vuoto pneumatico avversario, con tutto il rispetto per Bersani che reputo un'ottima persona per dirigere un partito con la p minuscola ma preferisco Renzi alla guida del mio Paese, quello con la P maiuscola.

Ok, le regole! Ok, il palese (ma non banale) ostruzionismo di un partito che vuole rappresentare l'avanguardia progressista ma cade in costante contraddizione palesando coercitivamente la propria hobbesiana paura e la conseguente conservazione che è intrinseca nel suo DNA. Il tanfo dell'ancestrale dogmatismo è troppo acceso in questa fetta d'elettorato per avere oggi uno scatto di reni liberatorio.

Ok, hanno fatto di tutto per delegittimarci e per distruggerci. Non ci sono riusciti...ma la battaglia l'hanno vinta loro. Onore ai vincitori...ci mancherebbe!
Noi proponevamo una de-politicizzazione della RAI, una sburocratizzazione (tema poco caro alla sinistra), l'eliminazione di rimborsi elettorali, un nuovo welfare che sconfiggesse la becera contrapposizione tra tutelati e semi-schiavi del lavoro, un cambiamento dei vertici delle fondazioni bancarie guidate oggi praticamente dal Pubblico, visto che le nomine dei CDA spetta ai partiti. O forse proponevamo solamente occhi diversi con cui guardare la vita ed il futuro, con più ottimismo, più responsabilità (senza andare a cercare il capro espiatorio di turno) e più coraggio.
Non mi preoccupa il segretario, persona simpatica e competente. Mi preoccupa chi ha intorno. Mi preoccupano i finti giovani con una mentalità da pensionato, mi preoccupano i Giovani Turchi che sono schiacciati sulle posizioni della CGIL (per carità, grande associazione dei lavoratori che, però, oggi è appiattita a difendere gli interessi dei tutelati e dei pensionati...non certo quelli delle nostre generazioni). Mi preoccupa la noiosa e conseguente continuità che manterrà molti dei nostri insignificanti politici sulle loro sedie.
Quindi cosa cambia? Nulla! Intorno rimangono solo orgie di vuoto pneumatico!

Risposte a domande frequenti:
Sì, sono clamorosamente di parte!

MV

mercoledì 28 novembre 2012

Con Matteo Renzi

Riporto dei concetti pensati e ripensati con i miei compagni d'avventura
In prestito dal blog di Federico Scaramucci




Con MATTEO RENZI, per vincere il festival delle idee e del futuro, non il premio della critica

BALLOTTAGGIO PRIMARIE CENTROSINISTRA
IL 2 DICEMBRE VAI A VOTARE !
Vogliamo vincere il festival delle idee e del futuro, non il premio della critica
Domenica 2 dicembre è il giorno in cui la meravigliosa speranza di cambiamento si concretizzerà, travolgendo resistenze corporative e i vecchi schemi della politica novecentesca. La vittoria di Matteo Renzi è possibile se ciascuno di noi farà ancora la propria parte. La vittoria della speranza rappresentata da Matteo Renzi avverrà solo se tutti noi torneremo a votare, portando con noi, al seggio, un amico che al primo turno ha creduto nella proposta di un altro candidato.
Infatti, chi non credeva che saremmo potuti arrivare sin qui, scegliendo di affidare il proprio voto ad una opzione profumata di passato, ora può cambiare.
Alcuni (piccoli) “potenti” locali, anche nella nostra provincia, hanno dichiarato che la sconfitta di Bersani al primo turno è avvenuta perché i (forti) comitati di Renzi sul territorio sarebbero stati sottovalutati dalla gioiosa macchina da guerra bersaniana.
Non è un caso che ha fare una lettura così semplicistica del responso del voto, siano stati solo quei dirigenti che, non per anzianità anagrafica ma per mentalità e ideologia della conservazione, bloccano da anni ogni rinnovamento più del pensiero che delle persone.
Ringraziamo per i “complimenti” questi vecchi dirigenti, persino loro hanno osservato quale pacifica e colorata rivoluzione ha investito la provincia di Pesaro-Urbino. Crediamo però che se una vera sottovalutazione c’è stata, non è certo quella della capacità organizzativa dei nostri comitati, che fin dai primi giorni di campagna hanno dimostrato entusiasmo e capacità, riuscendo persino a far sostare ad Urbino il camper di Matteo, accolto da noi con un entusiasmo degno delle più grandi città italiane.
La vera sottovalutazione di questi ex-potenti è stata, invece, quella di pensare che i cittadini, i militanti, gli elettori debbano ricevere indicazioni da leader e leaderini locali per sapere cosa sia meglio per loro, per la propria comunità e per il proprio territorio.
Bene, i cittadini e gli elettori del centrosinistra di questa provincia ora sanno bene  che il successo di un’alternativa che profuma di futuro, anche nella provincia di Pesaro-Urbino, è Adesso! CON MATTEO RENZI, il cambiamento non è mai stato così vicino. 
Informazioni 
QUANDO SI VOTASi vota domenica 2 dicembre 2012 dalle 8 alle 20.
DOVE SI VOTASi vota negli stessi seggi di domenica 25 novembre.
Se non trovi il tuo seggio, chiama l’800 800 555.CHI PUÒ VOTARESono ammessi al voto tutti quelli che hanno votato il 25 novembre e NON BISOGNA RIPAGARE 2 euro.
PER CHI NON HA VOTATO?Chi non ha potuto votare può farlo nei giorni 29 e 30 novembre 2012 presso le sedi dei Coordinamenti Provinciali, dichiarando di essersi trovato nell’impossibilità di registrarsi nei termini previsti, anche per motivi personali.
Nella Provincia di Pesaro e Urbino la sede è in Via Mastrogiorgio a Pesaro
tel. 07213841
email: pesarourbino@primarieitaliabenecomune.it  
CHI NON HA IL CERTIFICATOChi ha smarrito il Certificato di voto, ma risulta comunque iscritto nell’Albo degli elettori, può richiederne un duplicato al seggio.
Chi non ha completato la pre-registrazione on line entro le 20.00 del 25 novembre e quindi non ha votato pur essendosi pre-registrato on line, può farlo direttamente al seggio domenica 2 dicembre portando con sé la stampa della pre-registrazione, un documento d’identità, la tessera elettorale e almeno 2 euro. Chi non ha salvato o stampato la ricevuta dopo la pre-registrazione on line, può completare la procedura di registrazione presso le sedi dei Coordinamenti Provinciali.
VOTO FUORI SEDE
Chi ha votato al primo turno come fuori sede, ma intende votare nel proprio seggio di residenza al secondo turno, può farne richiesta al Coordinamento Provinciale della sede in cui intende votare.
Chi al secondo turno ha intenzione di esprimere il proprio voto in una Regione diversa da quella di residenza, può farne richiesta al Coordinamento Provinciale della sede in cui intende votare.
COSA PORTARE AL SEGGIOCertificato di elettore, documento d’identità, tessera elettorale.

lunedì 12 novembre 2012

Il confronto tra i cinque candidati del centro-sinistra. Perde solo uno

Dibattito tra i cinque candidati su Sky e Cielo. Bello e appassionante. Ho provato a seguirlo con twitter al mio fianco e la rete ha mostrato una grande maturità e una simpatica ironia.
La difficoltà di questa serata è stata capire chi abbia vinto. Uno scontro che vede tutti alla pari fino alla metà. Poi qualcuno è rimasto un po' indietro, ma non molto. Parlo di Tabacci e Puppato ma anche del segretario Bersani. Ma veniamo alle votazioni, comunque tutte sopra il 6 politico!
- Vendola: gioca bene nel suo campo ed esce con la notizia bomba, le adozioni per le coppie gay. Antimonti e antimarchionne convinto. Riceve tanti applausi. Solo Renzi è al suo livello. Voto: 7,5
- Tabacci: a lui serve molto questo dibattito, alcuni a casa si domandano chi sia. Bene, ora lo sappiamo. Prova ad esser veloce e giovane come Vendola e Renzi ma è troppo vintage. Forse ancora troppo conservatore. La bomba del lombardo è: Monti al Quirinale ma credo non abbia spostato un voto. Voto: 6+
- Renzi: parla di un governo di 10 persone max. Ottiene parecchie ovazioni e viene interrotto spesso da applausi. Si vede che si è allenato bene con il tour Adesso! per tutte le provincie d'Italia. Per il resto ripete le stesse cose dette in giro per l'Italia tranne una: forse rinuncerà alla vocazione maggioritaria accettando Vendola in coalizione. Sarà vero o è tutta tattica per prendere voti dai delusi (quelli più a sinistra del PD)? Voto: 7,5
Bersani: ragionevole, moderato, cerca il voto dei cattolici inserendo nel pantheon del centro-sinistra il Papa buono. Niente di particolare ma fa bene il suo mestiere. Certo una birra a metà confronto gli avrebbe dato quel brio in più necessario per competere con Nichi e Matteo (li chiama tutti per nome). Memorabile la sua pacatezza da emiliano. Voto: 6,5.
- Puppato: è l'unica donna. Mi ritrovo a dover scrivere anche di lei, nel senso che ho poche idee. Credo mi abbia lasciato meno emozioni o meno particolari rispetto agli altri. Mentre cerco di scovare nella mia pessima memoria mi accorgo che è stata la più piatta, la più scontata. Nulla da aggiungere. Voto: 6-
Complessivamente sono molto soddisfatto da questa serata arricchita da twitterate ammirevoli. Bello. bello! E ci voleva anche il finale a sorpresa con Pisapia e le domande dal pubblico di parte!
Devo dire che avevo proprio bisogno di una serata così!
Bel confronto corretto ed utile. Ci serviva a tutti un confronto soprattutto per chi, come me, ha già la nostalgia di quello americano.
ps: l'unico sconfitto è il centro-destra, in particolare il PDL

domenica 11 novembre 2012

Bersani e il suo "programma"

Così è troppo facile. Passati dalle centinaia di pagine del programma di Prodi alle 4-5 slide del programma di Bersani. Poi è Matteo Renzi ad non avere un programma e non parlare di contenuti!!

Strano ma vero!
E guardate come se la cava Bersani sulle scelte in campo etico, fine-vita, ecc..

SIAMO CONVINTI CHE SU ARGOMENTI COME LA VITA
E LA MORTE LA POLITICA DEBBA CONOSCERE
IL PROPRIO LIMITE.

domenica 4 novembre 2012

IDV: senza vergogna

Non c'è limite al peggio. Questo assunto è stato riconfermato dalle vicende che hanno coinvolto l'IDV ed in particolare il suo padre padrone Antonino Di Pietro. Nasce tutto dall'inchiesta fatta dai giornalisti di Repor sui fondi pubblici, inchiesta che è stato oggetto di contestazioni proprio da parte di alcuni giornalisti della stampa "senza bavaglio". Non si entrerà in una mera narrazione dei fatti. Quella è possibile trovarla in qualsiasi giornale. Discuteremo delle reazioni.



Parlare di "killeraggio mediatico" (cit. Di Pietro) con il sostegno attivo di Marco Travaglio è un abominio della semantica politica. Una vera e propria presa per il culo. Come si può accettare un'affermazione del genere da quel partito (e quella lobby politica) che ha fatto della legalità il proprio essere. Questo ha sempre avuto schiere di giornalisti giustizialisti pronti ad appoggiare, supportare e confortare politicamente le battaglie di Tonino. Si parla di gente come Gomez, Travaglio, Barbacetto, Flores d'Arcais, tutto il "Fatto Quotidiano", truppe cammellate che hanno lucrato e scommesso sulla fine di leader nazionali che hanno costruito macchine del fango (quelle vere) ma soprattutto hanno contaminato il linguaggio politico con un lessico ghigliottinaro e giacobino per 20 anni.

Ora, la seconda repubblica sta cadendo definitivamente. Uscito di scena il Cav non poteva mancare la sua controparte, l'altra faccia della medaglia: Di Pietro. Senza il primo il secondo non sarebbe esistito. In fondo posso affermare (lo penso da sempre) che lo squallore dell'ex PM derivi proprio dal fatto che non sia mai riuscito a vivere di luce propria ma sempre di luce riflessa.

L'ultima trovata, la nuova lista costruita con Rifondazione in associazione con Grillo e il M5S è l'apoteosi della fantasia politica che lotta contro la propria naturale estinzione. Colui che si è messo contro il capo dello Stato con boria e sfacciataggine solo per tornaconti personalistici, colui che ha costruito un partito a propria immagine e somiglianza (e sto parlando sempre di Di Pietro e non dell'altro), colui che ha sempre ammesso di esser uno sbirro (e se la fa con i comunisti di Rifondazione?), colui che ha arricchito l'universo della semantica politica con strafalcioni e volgarità, colui che ha tradito milioni di persone con le parole del rinnovamento e della legalità, colui che si è sporcato le mani con lo stesso crimine con cui ha accusato altri e costruito la propria carriera di magistrato.

ps: ah! Dimenticavo...il papabile premier di questa nuova lista sarà...(udite udite)..Antonio Ingroia. No comment.

lunedì 29 ottobre 2012

Quinta colonna, Del Debbio, Barbato. Uno spettacolo...

Ho trovato, finalmente, il programma politico più interessante in tv: Quinta colonna! E' lunedì sera.

Paolo Del Debbio 9: è il conduttore. E' come vedere Pirlo ai mondiali del 2006. Corsa, quantità, qualità, visione di gioco. Un orgasmo! Ha un'aria apparentemente invecchiata ma da una seconda analisi più approfondita si evince chiaramente che questi hanno portato solo tanta esperienza nell'addomesticare la dial
ettica altrui. Definisce la sua trasmissione "una gabbia di leoni".

Barbato (IDV) voto 7,5: imperante, a volte borioso, prestazione superba. Un demagogo degno di questo nome. Finalmente! E' lui il vero "leone" della serata. Approva sapientemente (e si fa promotore con emendamenti già consegnati alla Camera) i tagli ai finanziamenti dei gruppi regionali senza curarsi dei milioni di sprechi, privilegi e finanziamenti che ottengono quelli come lui al Parlamento. Personalità.

Biancofiore (PDL) voto 8: oggi Berlusconi ha scatenato i suoi cani rabbiosi più pregiati (vedi contemporaneamente Santanchè da Lerner su La7) riesce a tenere botta anche agli interventi in diretta da Roma della nuova Elena Fabrizi (in arte Sora Lella), una mastina di Centocelle che con adito presuntuoso, populista ed incazzoso prova a scalfire il cuore di pietra dei politici presenti in aula. La deputata PDL, con il solo potere del tono della voce, ha la facoltà di distruggere chiunque indipendentemente dai contenuti del suo processo verbale. Un'arma letale che non lascia spazio di manovra agli avversari.

Il Min. Polillo (voto 4,5) cerca di impensierire il flusso intellettuale citando parole di giustifica come "crisi", "precipitare" ma non può nulla ai contropiedi petulanti del Paolone nazionale. Fa quello che può, ma la forbice che lo divide dall'avversario è troppo ampia.

Il titolo della puntata è emblematico: "Non ci resta che piangere..."
Un esperienza mistica. Erano anni che non provavo emozioni così forti. Chapeau!

giovedì 25 ottobre 2012

PD: come sfiorare il ridicolo con le regole per le regole delle primarie

Siamo vicini ad uno degli appuntamenti più importanti del panorama politico autunnale: le primarie PD. La cosa è talmente allettante che anche il PDL sembra cedere nella tentazione. In effetti, dato il clima di antipolitica imperante (mero risultato del fallimento dei partiti e della politica) procedere con il rituale delle primarie diviene uno step fondamentale per riavvicinare i cittadini alle istituzioni.
Nel PD è acceso il dibattito per le regole. Chiaramente gli outsider (soprattutto Renzi) spingono molto per allargare la partecipazione. L'establishment, invece, tenta di chiudersi e conservare lo status quo.
Sono sbalordito! Questo è provocato dall'eccessivo conservatorismo che pervade le sezioni del partito. Questo soggetto politico nasce come forza progressista ed innovatrice ma oggi rischia di sfiorare il ridicolo ponendo delle rigidità all'accesso della partecipazione.

Ebbene sì! Ogni partito "pagherebbe oro" per vedere lunghe code ai propri gazebi o vedere una partecipazione attiva alle proprie manifestazioni. Ma ciò non avverrà. Non per pigrizia degli elettori e simpatizzanti ma per l'eccessiva rigidità delle regole che il PD si sta autoimponendo.

Per votare basterà esser un semplice cittadino italiano o straniero in possesso di permesso di soggiorno valido. Sono stati escludi, a differenza di altre primarie sempre targate PD degli anni scorsi, i 17enni. Forse perché si crede che un ragazzo di quell'aetà non sia in grado di intendere, volere e decidere. Vabbè! C'è di più: il fatto che, nel 2012, il maggior partito italiano non abbia ancora decretato la possibilità di potersi registrare (una pre-registrazione necessaria ai fini del voto) on-line credo sia scandaloso. Ed infine dove possiamo farle queste registrazioni? Dove potremmo esser schedati? (Perché di questo si tratta!) Infatti la "paura ancestrale" di esser contaminati da individui che abbiano idee diverse o abbiano votato precedentemente altri schieramenti è la fobia più diffusa all'interno del partito. Tutto questo è stato deciso per allontanare il votante di centro-destra.
A me sembra davvero paradossale fuggire da un potenziale elettorato, allontanarlo, schedarlo, rendergli il voto una questione difficile come un percorso ad ostacoli. Tutto questo perché? Perché si ha paura di perdere la leadership? di una contaminazione del pensiero del centro-destra? Sia ha paura di esser rottamati?

Credo di avere una risposta: purtroppo, secondo me, nella mente di questi funzionari di partito echeggiano ancora i cleaveges del novecento. Tra queste la più persistente è quella di vedere la popolazione italiana divisa tra elettori di sinistra (sempre e comunque) e di destra (sempre e comunque), cioè la negazione della caduta del Muro di Berlino. Ora, che esistano questi tipi di elettorato è un discorso scontato ma sostenere che questa dualizzazione coinvolga la maggior parte della popolazione è inverosimile. Come descritto in un post precedente  (http://parolesanteblog.blogspot.it/2012/10/cleavages-20.html) queste demarcazioni sono solo il frutto del nostalgico ed obsoleto conservatorismo che risiede intrinsecamente in noi e che abbiamo il dovere civico di affrontare e rovesciare, contro la nostra pigrizia intellettuale che preferisce accomodarsi a vetuste certezze piuttosto che correre coraggiosamente verso il futuro.

sabato 20 ottobre 2012

Che si dice a destra!? Gli ultimi 365 giorni di dolori.

Un terremoto ha travolto il centro-destra nell'ultimo anno.  Uscì vincitore dalle urne ( 2008) con un risultato clamoroso, quasi tracotante per poi imbattersi in lotte clandestine ed interne che portarono Fini fuori dal PDL. Quello fu il primo duro colpo per il partito di Berlusconi. Ma sembrò reggere perfettamente la situazione. Poi lo spread, Napolitano, il calo dei consensi, il rischio di default, quindi Monti e Napolitano costrinsero il Cav ad arrendersi senza condizioni. Il risultato fu un Governo di tecnici appoggiato anche e soprattutto dal PDL. Doppia mortificazione: spodestati e costretti ad appoggiare le manovre lacrime e sangue del nuovo governo.

Oggi Berlusconi sembra fortemente indeciso. Sembra fuori dai giochi ma vorrebbe esser di nuovo protagonista della scena politica. Il suo consigliere di fiducia, Letta, lo sconsiglia vivamente ma l'imprenditore politico sembra non voler mollare. D'altronde come dargli torto. Il suo è uno spirito guerrigliero, sempre pronto alla sfida. Gli occhi del Cav vedono con immensa tristezza la macerie di un partito che con lui era stato glorioso. Lui padre politico, leader indiscusso, unico collante del centro-destra nella Seconda Repubblica. Lui, plurivotato, plurieletto non riesce a rimanere immobile difronte a tutto ciò. Il padre vuole salvare la sua creatura e dimostrare al mondo intero che esiste ancora, che è ancora lui, l'immortale. Vedere, invece, Angelino non riuscire a tenere insieme i cocci, sentire i propositi rottamatori della Santanchè, ascoltare le ire di Alemanno cariche di fame di potere rattristano il Cav. Eppure lui ha ancora tanta voglia: si capisce benissimo. Pensate che in questi mesi non è mai riuscito a smentire l'idea di potersi rituffare in una nuova avventura. Temporeggia, temporeggia da tempo. Ora che anche la Lombardia è saltata, ora che è in forse anche l'alleanza storica con la Lega, ora che nel Lazio è saltata la Polverini tutto il PDL si appresta a guardare cosa succederà in Sicilia. Quella sarà una dura prova di forza. Ma il panorama è chiaro. Il centro-destra (che secondo Angelino vuole vedere verso l'Europa, verso il PPE, verso i moderati) non ha più una guida e solo oggi si accorge della potenza ormai esaurita che fu del Cav. La determinazione che unì (senza mai dover ricorrere ad un congresso) l'ideologia di destra, a volte reazionaria con quella liberale e cattolica.
Ora, vedere le misere percentuali del suo partito che sfiorò (neanche cinque anni fa il 40%) fa salire il cuore in gola a Berlusconi. Purtroppo il nuovo che avanza (Renzi e Grillo) sono troppo simili e troppo forti per una nuova lotta cavalleresca per tornare a guidare il paese fuori dalla crisi. Infine l'ultima mazzata: l'allontanamento irreversibile di un suo ex alleato, Casini. Bene, neanche il leader dell'estremo centro sembra esser più intenzionato ad avere rapporti con il Cav. In questo modo il centro-destra cioè il PDL ha un solo modo per ricompattarsi: fare le primarie e dividere le sfere d'influenza in correnti fedeli al partito ed al leader che verrà eletto. Viceversa assisteremo allo sgretolamento coatto del partito (o meglio cartello elettorale) che è il PDL.  

domenica 14 ottobre 2012

C'era una volta la vocazione maggioritaria del PD

Se non ricordo male il PD nasce dalla fusione di due anime politiche: quella comunista e quella democristiana.
Fondendo queste, Veltroni (primo segretario del PD) proponeva una semplificazione dello scenario politico. Una grande mossa politica in controcorrente, visto che le scissioni, quindi le moltiplicazioni dei partiti, erano (forse sono) all'ordine del giorno. Mettendo insieme queste fedi politiche il PD aveva l'ambizioso progetto di andare al governo, preferibilmente da soli, cioè senza alleanze ricattatorie che potessero distruggere l'agenda politica o il governo del partito di maggioranza. Una saggia decisione presa dopo la caduta dell'ultimo governo Prodi, ricattato da piccoli partitini che non rappresentavano praticamente nessuno.
Oggi siamo di nuovo pronti a studiare le nuove mosse. Il PD è in fermento, Renzi è pronto, Bersani sta per partire, Vendola e Tabacci ci saranno e tra poco capiremo se anche altri soggetti parteciperanno alle prime primarie non scontate del centro-sinistra.
Ora sorge in me un dubbio: Bersani, segretario del partito, ancor prima di iniziare la sua campagna elettorale, ha già deciso con chi correrà il PD! Gli alleati saranno SEL e il PSI.
Bene. Ma chi decide con chi allearsi? E se Bersani dovesse perdere le primarie? Questi alleati mi sembrano i soggetti che lui (il segretario) gradisce come compagni d'avventura, ma qualcuno ha chiesto a Vendola, Tabacci, Gozi, Puppato, Renzi cosa pensano? E se dovesse vincere uno di questi? Avranno mai la possibilità di rivedere le alleanze? Se sì, allora, perché sono state già siglate? Se no, a cosa saranno servite le primarie?
Ma poi, il PD non aveva nel suo dna una vocazione maggioritaria? Dove è finita? Ricordo che tanti elettori accolsero questa decisione di Veltroni come un incentivo per partecipare al nuovo progetto. Ora non si tiene più conto di quella decisione condivisa da milioni di elettori del centro-sinistra?  

venerdì 5 ottobre 2012

Cleavages 2.0


In questo momento storico siamo arrivati al classico punto di rottura. Ormai è noto a tutti: le vecchie demarcazioni economico-sociali che contrapponevano i cittadini stanno di nuovo mutando. Una volta si respirava l'aria di conflitto tra campagna e città, tra industria e agricoltura, tra borghese e proletario. Nella seconda repubblica abbiamo sempre avuto una forte dualizzazione politica: Berluscones contro gli anti-Berlusconi. Sbrigativamente abbiamo classificato questo conflitto come lo scontro tra due diverse culture politiche: destra vs sinistra. Oggi? Siamo sicuri di poter utilizzare ancora questa categoria concettuale? Il PDL è allo sfascio, praticamente non esiste più. La sua guida spirituale oggi è solo un vecchio ricordo antico di un sogno liberale mai realizzato. La diaspora dei suoi elettori e sotto gli occhi di tutti. Il centro o ex-terzo polo è in continua metamorfosi. L'avventura di questi capitani coraggiosi è naufragata con i loro grandi barconi rimembrando le avventure di capitan Schettino. La Lega, che un tempo impersonificava il vigore del testosterone (pensate al celodurismo) e l'avanguardia del controllo del territorio all'italiana (ronde!), oggi sembra un vecchio leone, piuttosto sciupato, che vive mansueto dietro le sbarre di uno zoo. Infine abbiamo il solito chiacchiericcio conflittuoso tipico della sinistra. Il PD sembra esser l'unico soggeto vivo: sicuramente gran parte di questo merito va proprio a colui che vorrebbe dare bella ripulita al partito, il rottamatore Matteo Renzi. Il suo segretario, tra un'ovvietà urlata alle feste democratiche e un innoquo attacco ai grillini, sembra ancora voglioso di sfoderare il vecchio remake della sinistra moderata che riesce ancora a trasportare emotivamente i nostalgici ed i neo comunisti (demo-comunisti 2.0). Infine Grillo. Un fenomeno nuovo ed innovativo per l'Italia carico di piacevoli menzogne e freschezza italiota impersonificata da un ex comico che è divenuto blogger (e che blogger) e poi politico. Di questo nuovo fenomeno politico conosciamo ancora poco (data la sua giovine età) ma se non riuscirà a risolvere gli evidenti problemi di democrazia interna rischia di sgonfiarsi drammaticamente in un paio di giorni.
In questo lago di incertezze riesco a scorgere solo le due sponde. Due rive, contrapposte, una di fronte l'altra. Questi due approdi post-moderni non rimarcano vetuste cleavages o antiche demarcazioni ideologico-concettuali. O meglio solo una di queste le ricomprende tutte, differenziandole da una nuova, dal Nuovo. Si sta affermando una nuova linea di pensiero che sta polverizzando le vecchie dicotomie. Esiste ed esisterà solo una linea di rottura appunto: il Vecchio contro il Nuovo. I rottamatori, i formattatori, i pionieri del web, i grillini contro la vecchia classe dirigente che riesce a reggersi (per quanto ancora?) in piedi grazie alle regole, alle tattiche politiche che loro stessi hanno creato. Da una parte coloro che rifiutano istituzioni politiche impolverate odoranti di stantio, dall'altra la difesa (se pur legittima) di antichi dogmi che hanno rimboccato i vuoti di senso lasciati dalla storia. L'unica questione che posso recriminare direttamente ai Vecchi è quella di non riuscire a comprendere realmente il malcontento popolare e di non riuscire a comprendere la continua evoluzione societaria. In questo modo, perpetuando questi schemi cognitivi, saranno fagocitati inevitabilmente. In sintesi: o cleavages 2.0 o muerte.

lunedì 1 ottobre 2012

e se il prof. sbagliasse? (Bauman)

Caro prof. Bauman,
 stavolta gli anni iniziano a pesare. Lei godrà sempre di tutto il rispetto e la devozione maturata durante gli anni dello studio, ma stavolta non sono d'accordo.
Forse esiste una terza via oltre a quella della decrescita (legittimamente percorribile ma non praticata) e quella di hobbesiana memoria (homo homini lupus) per accaparrarsi le risorse. Forse, proprio quest'ultima già sta avvenendo o forse è sempre avvenuta.
Non può liquidare tutto quello che non riesce a spiegare secondo le sue teorie come "miracoli del capitalismo". I consumi non sono direttamente proporzionali e costanti nelle epoche. Questa visione meccanica è antitetica alla visione funzionale. Il pianeta funziona con regole diverse, inoltre, queste mutano. Tutto muta. I bisogni potranno anche aumentare ma i mezzi di produzione varieranno (come sempre è accaduto). Il capitalismo non morirà per colpa di qualcuno ma si dissolverà da solo perché non sarà più funzionale e questo (se avverrà) non avverrà domani nè tra 50 anni. E non avverrà per colpa delle scarse risorse di petrolio. Parafrasando Darwin, il capitalismo è la disciplina dominante perché è la più adatta al cambiamento.
PS: capitalismo non coincide necessariamente con consumo
PS: devo ammettere che l'analisi sulla globalizzazione del potere mi trova d'accordo

domenica 30 settembre 2012

Le primarie grilline quando?

Ma in tutto questo dibattito cosa pensa di fare Beppe Grillo?
Si parla di primarie! Il PDL è allo sfascio, il centro sinistra è sulla buona strada. Ma il M5S?
Farà scegliere al popolo del web il proprio candidato premier? Cioè da chi? O sceglierà lui? Poi sarà costretto a sottostare agli ordini di Casaleggio o godrà di autonomia?
Il fragore mediatico di Renzi potrebbe esser l'occasione per Grillo di lanciare il suo movimento anche fuori dagli schemi virtuali del web. Dovrebbe anche lui presentare i candidati alla gente, anzi dovrebbe farli scegliere ai cittadini. Magari anche svelando le regole della scelta.
Molto probabilmente eleggerà più di 50 parlamentari...l'Italia ha il diritto di capire chi sono e soprattutto ha il diritto di capire chi sarà il loro capo bastone.
Se ci sei batti un colpo Grillo!

sabato 29 settembre 2012

Perché ci sarà un Monti Bis! Esercizio di analisi politica

Dopo accenni di riflessioni il Monti-bis sembra scontato. Il proficuo dialogo intessuto tra l'attuale Presidente del Consiglio e dal Presidente della Repubblica fa pensare che qualcosa si sta muovendo.
Con l'attuale legge elettorale e l'attuale frammentazione politica difficilmente vedremo variare sensibilmente la composizione parlamentare. Solo il centro sinistra e la freschezza grillina potrebbero riservare sorprese. Secondo i sondaggi il movimento di Grillo potrebbe arrivare a toccare il 20%. L'aumento dei consensi sarebbe da attribuire alla caduta libera del PDL. Lo scandalo della Regione Lazio avrebbe causato lo slittamento di una parte dei voti del centro-destra verso il Movimento 5 Stelle. L'area centrista emana odorare di antico: nessun cambiamento all'orizzonte. Questo comporterebbe la stabilizzazione dell'UDC tra il 6 e 8%. Difficilmente inizierebbe a crescere. Il centro sinistra sembra invece molto in fibrillazione: merito del solito Renzi che con il tuor in giro per le provincie italiane sta mietendo consensi rendendo le prossime primarie del 25 novembre molto interessanti e non scontate.



Questo panorama stimola a diverse considerazioni. La più importante riguarda la legge elettorale che, come sottolineato, sembra immune ai cambiamenti. Il porcellum sarebbe (addirittura) da preferire al proporzionale (sponsorizzato dai centristi e parte del PDL) che porterebbe all'ingovernabilità matematica, nonostante il premio di maggioranza al partito più votato. Nessun partito (presumibilmente nessuna coalizione) riuscirà a raggiungere il 50% +1 alle votazioni di primavera. Neanche l'attuale legge garantirebbe una solida maggioranza. Inoltre la discussione diviene maggiormente complessa se focalizziamo l'attenzione all'elezione dei senatori visto che avvengono su base regionale e non nazionale.

In questo equilibrio caotico (indotto) l'unica certezza che potrebbe guidare l'Italia fuori dalla crisi è Mario Monti. L'attuale Presidente gode di grande fiducia da parte del Quirinale. D'Alema e la parte più conservatrice del PD lo preferirebbero al rottomatore Renzi per ovvie ragioni esistenziali. I centristi guidati da Casini, oltre a correre il rischio di esser spazzati via dal sindaco di Firenze, in questo momento storico non avrebbero le forze per incidere politicamente. Per tale ragione converrebbe loro attendere lasciando un moderato (che gode di simpatie cattoliche) al governo. Il PDL non ha (semplicemente) le forze per ottene diritto di tribuna nella dialettica politica che conta. Grillo non sarebbe mai in gradi di guidare il paese per più di una settimana visto che non gode di nessuna copertura, non è riuscito in questi anni a conquistare le simpatie giornalistiche (escluso il Fatto), politiche, religiose, bancarie, o delle grandi lobby.
In sintesi, non riuscendo nessuno a governare e non potendo permettersi una seconda votazione successiva (dato il panorama politico cristallizzato) si ricorrerebbe all'ausilio dei famigerati tecnici. Gioco semplice di chi non può e non vuole (ad eccezione di pochi) assumersi la vera responsabilità di governare mettendoci la faccia e avviando percorsi di riforma a lungo termine. Prepariamoci ad un possibile Monti-bis!



venerdì 21 settembre 2012

Sono giorni un po' vuoti. Pensavo, riflettevo sul valore delle primarie.
Ma, in questi giorni, la voglia di scrivere è davvero poca. Poi stamattina. Ecco: ho letto, l'articolo è giusto!
Mi riferisco a l'articolo di Mario Adinolfi su The Week.
Giusto, era quello a cui stavo pensando. L'unione di tutti i "Giovani", dei "rottamatori" non per forza renziani: Serracchiani, Scalfarotto, Civati...
Non possono andare divisi. Ecco allora, condivido l'appello di Mario Adinolfi.
http://www.thedailyweek.it/articolo/italian-week/ragazzi-uniamoci


domenica 16 settembre 2012

Il ritorno del Cav?

Devo ammettere che Il Cav è sempre il Cav!
Evita i giovani del PDL a Roma (lo avrebbero contestato?) si imbarca a Venezia, lascia un'intervista in cui fa un favore a Bersani descrivendo Renzi come uno del PDL e dicendo che non ha sciolto le sue riserve..non sa ancora se si candiderà o meno. Poi sul finire lancia il nuovo spot: aboliremo l'IMU, lo abbiamo fatto con l'ICI e lo rifaremo!
Che sportività!

venerdì 14 settembre 2012


Credo sia questa la notizia della settimana per la politica italiana..partirei da questo.

Grande discorso. Bella "convetion" all'americana, belle parole piene di enfasi.
Punto negativo: lo slogan. Oltre ad esser stato copiato non è un granché! L'obiettivo è capire chi e perché l'ha pensato in questo modo? Mistero della fede!

Sicuramente, che piaccia o no, Renzi scuoterà il dibattito politico sia del centro, sia della destra e soprattutto della sinistra. Tra poche settimane inizieremo a capire chi si schiererà con chi. Rimane un punto fermo: conviene alla vecchia nomenclatura schierarsi con l'unico soggetto che non li vuole? Quindi, data la popolarità del sindaco fiorentino, che in campagna elettorale è l'unico che può guadagnare consensi, cosa fare?