In
questo momento storico siamo arrivati al classico punto di rottura.
Ormai è noto a tutti: le vecchie demarcazioni economico-sociali che
contrapponevano i cittadini stanno di nuovo mutando. Una volta si
respirava l'aria di conflitto tra campagna e città, tra industria e
agricoltura, tra borghese e proletario. Nella seconda repubblica
abbiamo sempre avuto una forte dualizzazione politica: Berluscones
contro gli anti-Berlusconi. Sbrigativamente abbiamo classificato
questo conflitto come lo scontro tra due diverse culture politiche:
destra vs sinistra. Oggi? Siamo sicuri di poter utilizzare ancora
questa categoria concettuale? Il PDL è allo sfascio, praticamente
non esiste più. La sua guida spirituale oggi è solo un vecchio
ricordo antico di un sogno liberale mai realizzato. La diaspora dei
suoi elettori e sotto gli occhi di tutti. Il centro o ex-terzo polo è
in continua metamorfosi. L'avventura di questi capitani coraggiosi è
naufragata con i loro grandi barconi rimembrando le avventure di
capitan Schettino. La Lega, che un tempo impersonificava il vigore
del testosterone (pensate al celodurismo) e l'avanguardia del
controllo del territorio all'italiana (ronde!), oggi sembra un
vecchio leone, piuttosto sciupato, che vive mansueto dietro le sbarre
di uno zoo. Infine abbiamo il solito chiacchiericcio conflittuoso
tipico della sinistra. Il PD sembra esser l'unico soggeto vivo:
sicuramente gran parte di questo merito va proprio a colui che
vorrebbe dare bella ripulita al partito, il rottamatore Matteo Renzi.
Il suo segretario, tra un'ovvietà urlata alle feste democratiche e
un innoquo attacco ai grillini, sembra ancora voglioso di sfoderare
il vecchio remake della sinistra moderata che riesce ancora a
trasportare emotivamente i nostalgici ed i neo comunisti
(demo-comunisti 2.0). Infine Grillo. Un fenomeno nuovo ed innovativo
per l'Italia carico di piacevoli menzogne e freschezza italiota
impersonificata da un ex comico che è divenuto blogger (e che
blogger) e poi politico. Di questo nuovo fenomeno politico conosciamo
ancora poco (data la sua giovine età) ma se non riuscirà a
risolvere gli evidenti problemi di democrazia interna rischia di
sgonfiarsi drammaticamente in un paio di giorni.
In
questo lago di incertezze riesco a scorgere solo le due sponde. Due
rive, contrapposte, una di fronte l'altra. Questi due approdi
post-moderni non rimarcano vetuste cleavages o antiche demarcazioni
ideologico-concettuali. O meglio solo una di queste le ricomprende
tutte, differenziandole da una nuova, dal Nuovo. Si sta affermando
una nuova linea di pensiero che sta polverizzando le vecchie
dicotomie. Esiste ed esisterà solo una linea di rottura appunto: il
Vecchio contro il Nuovo. I rottamatori, i formattatori, i pionieri
del web, i grillini contro la vecchia classe dirigente che riesce a
reggersi (per quanto ancora?) in piedi grazie alle regole, alle
tattiche politiche che loro stessi hanno creato. Da una parte coloro
che rifiutano istituzioni politiche impolverate odoranti di stantio,
dall'altra la difesa (se pur legittima) di antichi dogmi che hanno
rimboccato i vuoti di senso lasciati dalla storia. L'unica questione
che posso recriminare direttamente ai Vecchi è quella di non
riuscire a comprendere realmente il malcontento popolare e di non
riuscire a comprendere la continua evoluzione societaria. In questo
modo, perpetuando questi schemi cognitivi, saranno fagocitati
inevitabilmente. In sintesi: o cleavages 2.0 o muerte.
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