venerdì 5 ottobre 2012

Cleavages 2.0


In questo momento storico siamo arrivati al classico punto di rottura. Ormai è noto a tutti: le vecchie demarcazioni economico-sociali che contrapponevano i cittadini stanno di nuovo mutando. Una volta si respirava l'aria di conflitto tra campagna e città, tra industria e agricoltura, tra borghese e proletario. Nella seconda repubblica abbiamo sempre avuto una forte dualizzazione politica: Berluscones contro gli anti-Berlusconi. Sbrigativamente abbiamo classificato questo conflitto come lo scontro tra due diverse culture politiche: destra vs sinistra. Oggi? Siamo sicuri di poter utilizzare ancora questa categoria concettuale? Il PDL è allo sfascio, praticamente non esiste più. La sua guida spirituale oggi è solo un vecchio ricordo antico di un sogno liberale mai realizzato. La diaspora dei suoi elettori e sotto gli occhi di tutti. Il centro o ex-terzo polo è in continua metamorfosi. L'avventura di questi capitani coraggiosi è naufragata con i loro grandi barconi rimembrando le avventure di capitan Schettino. La Lega, che un tempo impersonificava il vigore del testosterone (pensate al celodurismo) e l'avanguardia del controllo del territorio all'italiana (ronde!), oggi sembra un vecchio leone, piuttosto sciupato, che vive mansueto dietro le sbarre di uno zoo. Infine abbiamo il solito chiacchiericcio conflittuoso tipico della sinistra. Il PD sembra esser l'unico soggeto vivo: sicuramente gran parte di questo merito va proprio a colui che vorrebbe dare bella ripulita al partito, il rottamatore Matteo Renzi. Il suo segretario, tra un'ovvietà urlata alle feste democratiche e un innoquo attacco ai grillini, sembra ancora voglioso di sfoderare il vecchio remake della sinistra moderata che riesce ancora a trasportare emotivamente i nostalgici ed i neo comunisti (demo-comunisti 2.0). Infine Grillo. Un fenomeno nuovo ed innovativo per l'Italia carico di piacevoli menzogne e freschezza italiota impersonificata da un ex comico che è divenuto blogger (e che blogger) e poi politico. Di questo nuovo fenomeno politico conosciamo ancora poco (data la sua giovine età) ma se non riuscirà a risolvere gli evidenti problemi di democrazia interna rischia di sgonfiarsi drammaticamente in un paio di giorni.
In questo lago di incertezze riesco a scorgere solo le due sponde. Due rive, contrapposte, una di fronte l'altra. Questi due approdi post-moderni non rimarcano vetuste cleavages o antiche demarcazioni ideologico-concettuali. O meglio solo una di queste le ricomprende tutte, differenziandole da una nuova, dal Nuovo. Si sta affermando una nuova linea di pensiero che sta polverizzando le vecchie dicotomie. Esiste ed esisterà solo una linea di rottura appunto: il Vecchio contro il Nuovo. I rottamatori, i formattatori, i pionieri del web, i grillini contro la vecchia classe dirigente che riesce a reggersi (per quanto ancora?) in piedi grazie alle regole, alle tattiche politiche che loro stessi hanno creato. Da una parte coloro che rifiutano istituzioni politiche impolverate odoranti di stantio, dall'altra la difesa (se pur legittima) di antichi dogmi che hanno rimboccato i vuoti di senso lasciati dalla storia. L'unica questione che posso recriminare direttamente ai Vecchi è quella di non riuscire a comprendere realmente il malcontento popolare e di non riuscire a comprendere la continua evoluzione societaria. In questo modo, perpetuando questi schemi cognitivi, saranno fagocitati inevitabilmente. In sintesi: o cleavages 2.0 o muerte.

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