domenica 4 novembre 2012

IDV: senza vergogna

Non c'è limite al peggio. Questo assunto è stato riconfermato dalle vicende che hanno coinvolto l'IDV ed in particolare il suo padre padrone Antonino Di Pietro. Nasce tutto dall'inchiesta fatta dai giornalisti di Repor sui fondi pubblici, inchiesta che è stato oggetto di contestazioni proprio da parte di alcuni giornalisti della stampa "senza bavaglio". Non si entrerà in una mera narrazione dei fatti. Quella è possibile trovarla in qualsiasi giornale. Discuteremo delle reazioni.



Parlare di "killeraggio mediatico" (cit. Di Pietro) con il sostegno attivo di Marco Travaglio è un abominio della semantica politica. Una vera e propria presa per il culo. Come si può accettare un'affermazione del genere da quel partito (e quella lobby politica) che ha fatto della legalità il proprio essere. Questo ha sempre avuto schiere di giornalisti giustizialisti pronti ad appoggiare, supportare e confortare politicamente le battaglie di Tonino. Si parla di gente come Gomez, Travaglio, Barbacetto, Flores d'Arcais, tutto il "Fatto Quotidiano", truppe cammellate che hanno lucrato e scommesso sulla fine di leader nazionali che hanno costruito macchine del fango (quelle vere) ma soprattutto hanno contaminato il linguaggio politico con un lessico ghigliottinaro e giacobino per 20 anni.

Ora, la seconda repubblica sta cadendo definitivamente. Uscito di scena il Cav non poteva mancare la sua controparte, l'altra faccia della medaglia: Di Pietro. Senza il primo il secondo non sarebbe esistito. In fondo posso affermare (lo penso da sempre) che lo squallore dell'ex PM derivi proprio dal fatto che non sia mai riuscito a vivere di luce propria ma sempre di luce riflessa.

L'ultima trovata, la nuova lista costruita con Rifondazione in associazione con Grillo e il M5S è l'apoteosi della fantasia politica che lotta contro la propria naturale estinzione. Colui che si è messo contro il capo dello Stato con boria e sfacciataggine solo per tornaconti personalistici, colui che ha costruito un partito a propria immagine e somiglianza (e sto parlando sempre di Di Pietro e non dell'altro), colui che ha sempre ammesso di esser uno sbirro (e se la fa con i comunisti di Rifondazione?), colui che ha arricchito l'universo della semantica politica con strafalcioni e volgarità, colui che ha tradito milioni di persone con le parole del rinnovamento e della legalità, colui che si è sporcato le mani con lo stesso crimine con cui ha accusato altri e costruito la propria carriera di magistrato.

ps: ah! Dimenticavo...il papabile premier di questa nuova lista sarà...(udite udite)..Antonio Ingroia. No comment.

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