Caro prof. Bauman,
stavolta gli anni iniziano a pesare. Lei godrà sempre di tutto il rispetto e la devozione maturata durante gli anni dello studio, ma stavolta non sono d'accordo.
Forse esiste una terza via oltre a quella della decrescita (legittimamente percorribile ma non praticata) e quella di hobbesiana memoria (homo homini lupus) per accaparrarsi le risorse. Forse, proprio quest'ultima già sta avvenendo o forse è sempre avvenuta.
Non può liquidare tutto quello che non riesce a spiegare secondo le sue teorie come "miracoli del capitalismo". I consumi non sono direttamente proporzionali e costanti nelle epoche. Questa visione meccanica è antitetica alla visione funzionale. Il pianeta funziona con regole diverse, inoltre, queste mutano. Tutto muta. I bisogni potranno anche aumentare ma i mezzi di produzione varieranno (come sempre è accaduto). Il capitalismo non morirà per colpa di qualcuno ma si dissolverà da solo perché non sarà più funzionale e questo (se avverrà) non avverrà domani nè tra 50 anni. E non avverrà per colpa delle scarse risorse di petrolio. Parafrasando Darwin, il capitalismo è la disciplina dominante perché è la più adatta al cambiamento.
PS: capitalismo non coincide necessariamente con consumo
PS: devo ammettere che l'analisi sulla globalizzazione del potere mi trova d'accordo
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