giovedì 25 ottobre 2012

PD: come sfiorare il ridicolo con le regole per le regole delle primarie

Siamo vicini ad uno degli appuntamenti più importanti del panorama politico autunnale: le primarie PD. La cosa è talmente allettante che anche il PDL sembra cedere nella tentazione. In effetti, dato il clima di antipolitica imperante (mero risultato del fallimento dei partiti e della politica) procedere con il rituale delle primarie diviene uno step fondamentale per riavvicinare i cittadini alle istituzioni.
Nel PD è acceso il dibattito per le regole. Chiaramente gli outsider (soprattutto Renzi) spingono molto per allargare la partecipazione. L'establishment, invece, tenta di chiudersi e conservare lo status quo.
Sono sbalordito! Questo è provocato dall'eccessivo conservatorismo che pervade le sezioni del partito. Questo soggetto politico nasce come forza progressista ed innovatrice ma oggi rischia di sfiorare il ridicolo ponendo delle rigidità all'accesso della partecipazione.

Ebbene sì! Ogni partito "pagherebbe oro" per vedere lunghe code ai propri gazebi o vedere una partecipazione attiva alle proprie manifestazioni. Ma ciò non avverrà. Non per pigrizia degli elettori e simpatizzanti ma per l'eccessiva rigidità delle regole che il PD si sta autoimponendo.

Per votare basterà esser un semplice cittadino italiano o straniero in possesso di permesso di soggiorno valido. Sono stati escludi, a differenza di altre primarie sempre targate PD degli anni scorsi, i 17enni. Forse perché si crede che un ragazzo di quell'aetà non sia in grado di intendere, volere e decidere. Vabbè! C'è di più: il fatto che, nel 2012, il maggior partito italiano non abbia ancora decretato la possibilità di potersi registrare (una pre-registrazione necessaria ai fini del voto) on-line credo sia scandaloso. Ed infine dove possiamo farle queste registrazioni? Dove potremmo esser schedati? (Perché di questo si tratta!) Infatti la "paura ancestrale" di esser contaminati da individui che abbiano idee diverse o abbiano votato precedentemente altri schieramenti è la fobia più diffusa all'interno del partito. Tutto questo è stato deciso per allontanare il votante di centro-destra.
A me sembra davvero paradossale fuggire da un potenziale elettorato, allontanarlo, schedarlo, rendergli il voto una questione difficile come un percorso ad ostacoli. Tutto questo perché? Perché si ha paura di perdere la leadership? di una contaminazione del pensiero del centro-destra? Sia ha paura di esser rottamati?

Credo di avere una risposta: purtroppo, secondo me, nella mente di questi funzionari di partito echeggiano ancora i cleaveges del novecento. Tra queste la più persistente è quella di vedere la popolazione italiana divisa tra elettori di sinistra (sempre e comunque) e di destra (sempre e comunque), cioè la negazione della caduta del Muro di Berlino. Ora, che esistano questi tipi di elettorato è un discorso scontato ma sostenere che questa dualizzazione coinvolga la maggior parte della popolazione è inverosimile. Come descritto in un post precedente  (http://parolesanteblog.blogspot.it/2012/10/cleavages-20.html) queste demarcazioni sono solo il frutto del nostalgico ed obsoleto conservatorismo che risiede intrinsecamente in noi e che abbiamo il dovere civico di affrontare e rovesciare, contro la nostra pigrizia intellettuale che preferisce accomodarsi a vetuste certezze piuttosto che correre coraggiosamente verso il futuro.

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