mercoledì 6 novembre 2013

Il rituale

"Ovviamente già lo conosco ma non può mancare nella mia collezione di CD e vinili". Questo è stato l'esordio mentre mettevo a fuoco la copertina.
Prato, ottobre, giornata uggiosa. La luce della giornata si intona perfettamente al mio umore. Passeggio per le vie del centro e, come al solito, entro alla Feltrinelli per comprare il mio disco ormai definito ""pratese".
Nel cestino, al piano sottostante l'ingresso, si trovano album che hanno segnato la storia del rock.
È necessario sapere:
a) 40-50 minuti potrebbe esser il tempo perfetto per fare l'amore, cuocere una torta, guardare un telefilm...per me è il tempo necessario per scegliere e comprare un album. La media è frutto di un calcolo preciso, elaborato nel corso degli anni. Se vi sembra troppo pensate che ai miei esordi di collezionatore impiegavo interi pomeriggi.
In quei pomeriggi conobbi i Cult, Siouxie and the Banshees, imparai a conoscere gli Stranglers, Bowie, i Talking Heads, ad apprezzare gli Smiths e il proto-punk. Tutti gruppi che hanno poi avuto una decisiva influenza sulla mia esistenza.
b) L'iter dell'acquisto è rigorosamente composto da due dicotomici momenti: il primo è bello, curioso, speranzoso, innovativo, paziente, dionisiaco, sorprendente, pantagruelico, analogico, implica un lungo tempo (occupa il 80% dell'intero processo) ed è definito riduttivamente "ascolto" o "ispezione".
Il secondo è drammatico, nauseante, scocciante, tagliente, sofferente, inquietante, calcolatorio, competitivo, macchinoso, apollineo, sintetico, digitale e viene incautamente definita "scelta", "selezione".
Sì...odio scegliere! Soprattutto se il budget è limitato e soprattutto se vige una ferrea regola non scritta che mi impone di non superare i 2-3 (ma deve andare proprio bene) acquisti mensili. Non esistono deroghe.
c) Di solito dopo la fase a), arrivano le nomination: seleziono 3-4 album (prima scrematura). Grandi album. Tutti allo stesso livello. Una riduzione della complessità che comporta un certo carico di stress emotivo perché, ovviamente, da paranoico-egocentrico-megalomane comprerei tutto il negozio.
Spesso, il gioco si complica.
Ad esempio, come fai a decidere tra i Genesis, i Clash e i Joy Division? Il dilemma sale e penetra nelle mura della mente. Allora confronti il prezzo, cercando disperatamente una exit strategy, una scusa, qualcosa che possa giustificare la tua scelta (manifesto processo di deresponsabilizzazione più comunemente definito "pararsi il culo").
È come se durante il giudizio universale, di fronte a Dio, tu possa dire: "Ma i Clash erano in offerta! Io...io non volevo sacrificare i Genesis..ehmm..ma Lei lo sa che ho almeno 5 album di loro? Anche quelli degli anni '80! Emh..per non parlare dei Joy Division. Ma Lei sa benissimo che sono un tipo paranoico!" Questo accade ciclicamente e matematicamente ogni santo giorno che mi reco a prendere un disco.
Torniamo a Prato. Erano le 11.20.! L'appuntamento delle 11.30 era improrogabile.
"Cazzo"! Mi sono detto: "Maledetto! Lo sai Mauro che hai bisogno di almeno 40 minuti per scegliere..cazzo ci vai a fare in negozio se hai solo 10 minuti!" Avevo di fronte Unknown Pleasure, Trespass e The Clash.
Il tempo stava esaurendo. Ho anche pesato di chiamare il mio amico Giorgio (un amico professionista delle scuse, specializzato in ritardi, negazione e rinegoziazione della realtà) per una consulenza da sottoporre al Dirigente che mi aspettava" Poi, tornato in me, ho riflettuto. Stavo perdendo tempo. Basta prorogare! È ora di scegliere!
Alla fine guardando fuori il cielo, ho ri-controllato i prezzi (tutti lo stesso...maledetta Feltrinelli) quindi, senza più alibi, ho optato per i Joy: Unknown Pleasure.
Di scatto afferro con convinzione l'album. Mi volto ed inizio a salire le scale. Senza ripensamenti porgo il CD al commesso e pago in contanti. Chiudo il sacchetto ed esco.
Come sempre succede, uscito dal negozio, svaniscono i dubbi. I ripensamenti lasciano spazio alla soddisfazione: il passo svelto e il sorriso stampato nel volto sono la prova provata di tutto ciò.
Arriva il momento dell'ascolto. Rigide premesse:
  1. se non ascolti il CD per almeno 7-8 volte non puoi giudicarlo;
  2. l'album va ascoltato tutto. Dall'inizio alla fine.
  3. Il giudizio va all'album, non alle canzoni singole. Va valutata l'interezza dell'opera;
  4. il disco va ascoltato preferibilmente in cuffia.
Giudizio.
Non servono tante parole: se sei allegro e vuoi rovinarti la giornata mettiti in una stanza buia, sdraiati, accendi lo stereo con il disco in questione e chiudi gli occhi. Ogni tua più piccola paranoia sarà amplificata all'inifitito, ti sentirai male, vorrai scappare.
Tutto questo rende questo album una reliquia. Quasi 40 minuti di echi e rumori di sottofondo riempiono le sorde, monotone e roboanti melodie delle chitarre. La fredda batteria di Morris scandisce i tempi opachi e freddi. La voce del Che Guevara della musica (come è stato definito da qualcuno) è clamorosa. Non solo profonda, inquietante, sofferente, scura, disperata, ma rappresentativa della contingenza di Manchester nel 1979 (anno di pubblicazione dell'album, il primo), del movimento culturale no-wave, del goth-rock. La copertina dell'album è un perspicace riassunto dello stato d'animo di Ian Curtis. Tutto nasce dalle onde elettromagnetiche prodotte da un attrezzo prese e piazzate al centro di uno sfondo nero. Lessi da qualche parte che il disegnatore invertì i colori dell'immagine quindi il bianco divenne nero e viceversa.
Dopo le registrazioni furono ritoccati i suoni dal produttore Hannett. Vennero addolciti ed armonizzati (prendete questi vocaboli con le pinze). Tutto ciò creò dispiacere e rabbia per ua parte del gruppo. Non per Ian Curtis che (secondo me) si autoconvinse del fatto che aveva creato un mostro di album...infatti nel giro di poco tempo ricevettero grandiose recensioni e riscossero molto successo. La profezia che si autoadempie!
L'intensità e la profondità dell'album è inversamente proporzionale alla durata della band (appena due anni di attività e due soli album) ma direttamente proporzionale al successo partorito da questa fatica (è giusto chiamarla così), un album ingordo ed avaro che ti risucchia, ma sincero.
Il chiaro preludio al thacherismo, l'epifania dello sfondamento del proto-punk.

Patologico, per gente che sta male. Voto: 9
Mauro



Pubblicato su:
http://the-social-mirror.com/2013/11/06/il-rituale-joy-division/

venerdì 2 agosto 2013

La pancia vince sempre e la fobia del Potere

"E il populino (di sinistra) ebbe la testa".
Questa è la frase con cui il mio amico Antonio Astolfi apre su FB!
Un gigante come Berlusconi vieni decapitato dalla giustizia! Ma ora, ci sono le prove. L'imputato sconterà la sua pena e sarà interdetto dai pubblici uffici...in buona sostanza non è più ricandidabile e deve lasciare il suo seggio in Senato.
Poco mi interessa ora dell'uomo Berlusconi. Più importante è capire due aspetti:
1) Le reazioni (sconsiderate a mio avviso) dei tifosi.
2) Il dato di fatto.

1) Chi esulta (non capendo la sentenza) avanti al Palazzo di Giustizia mi fa sorridere..capisco l'enfasi ed il carico emotivo ma, in questo processo, c'è ben poco da fare. La sentenza è scritta e va rispettata.
I supporter di Silvio (l'esercito di Silvio) va considerato come l'epifenomeno sociale di un'Italia che non riesce a filtrare le questioni socio-politiche dalla materia grigia. Preferisce smaltirle tutte di pancia. La dicotomica differenza tra questi organi descrive esaustivamente il differenziale che esiste tra il tifoso e il cittadino.
A quando segnali di vita? Non sarà mica colpa dei pensieri associativi?
Molto peggio quando lo sguardo scruta l'altra tifoseria (quella abituata a perdere).
Osservare gioire degli ortodossi, pseudo-moralisti frustrati, spacciatori di alte sentenze, che vedono sconfitto il loro nemico per mano altrui mi provoca conati di vomito. Io sono di diverso avviso: un nemico è un nemico! E lo voglio per me! Non lo regalo ad altri..o, quanto meno, voglio esser io a decapitarlo. I custodi della moralità invece sono antropologicamente poco coraggiosi e sociologicamente ghigliottinari. E' per tale ragione che, ancora, non sono riusciti a prendere una posizione sul tema della "GIUSTIZIA"!
L'incubo del Cav. che risorge dalle ceneri e li divora mediaticamente e politicamente (come sempre ha fatto) riaffiora ad ogni crepuscolo. Purtroppo non hanno ancora capito che sono loro a partorire l'incubo!
Il Prigioniero libero non è morto..e questa tifoseria vanagloriosa verserà ancora lacrime amare..ma è talmente stupida ed autoreferenziale che non lo capirà mai.
2) Non so se il Cav. vorrà tornare in prima persona nell'arena politica, se il PD riuscirà a risalire, se il M5S prenderà il sopravvento..una cosa è certa! Per l'ennesima volta è la giustizia italiana a sentenziare l'inizio o la fine di una stagione politica. (E questo mi fa girare le balle! Evidenzia, infatti, un'incompetenza insita in noi cittadini, noi popolo nel determinare le sorti del nostro governo. Noi non siamo in grado di governarci. Siamo talmente piccoli che il Potere ci terrorizza ed elemosiniamo aiuto ad un altro potere per poter controbilanciare le nostre fobie ancestrali).
Ora si apre una voragine! Chi occuperà quel vuoto che la sentenza si lascia alle spalle? Il processo di esaurimento della Seconda Repubblica è completato. Ora abbiamo tra le mani un feto, piuttosto bruttino e viscido perché nato in un momento infelice, segnato dalla scarsità di risorse e dalla crisi, è stato nutrito a rate..ma è nato! Un nuovo prototipo, un giocattolo nuovo che farà innamorare (di nuovo) una parte di italiani e scatenerà l'odio per gli altri perpetuando la logica dello scontro.
The show must go on!  

martedì 2 luglio 2013

Toglietemi tutto, ma non il mio partito!

Dopo alcuni mesi di governo di larghe intese ho capito una cosa: non siamo in grado di fare la larghe intese! Nè la grandi imprese!
1) Ieri Monti ha provato a chiedere un "contratto scritto" con tempi e punti da condividere nella larga e strana maggioranza. Bella idea, peccato sia arrivata con preciso ritardo, a situazione compromessa.
2) Il voto della Santanché alla vice-presidenza della Camera è l'ennesimo esempio. Ogni parte (partito) è eccezionale a fare i conti in casa altrui. In questo caso (nonostante il personaggio abbia un profilo poco adatto a ricoprire un ruolo di garanzia...più che un falco è un avvoltoio) il PD ha sbagliato a non votare la deputata PDL preferendo lasciare il bianco della scheda. Con queste il PD continua la quotidiana pratica sadomaso che consiste nel pugnalare il proprio Presidente del Consiglio fino allo sfinimento senza però ucciderlo...altrimenti, poi, chi si assume la colpa?
3) Cito ma evito di trattare l'argomento F-35.

Letta, in difficoltà dal giorno prima della formazione del Governo, continua ad esser in ombra. Il suo Governo è immobile, pietrificato dal perenne conflitto di dichiarazioni roboanti dei parlamentari (ovviamente di maggioranza) stanchi, malpancisti, nauseabondi che occupano le prime pagine dei giornali.
Ora, nessuno vuole costringere coercitivamente i parlamentari al silenzio di matrice grillina, ma è necessario dare una sterzata.
I "coraggiosi" falchi del PDL, i duri e puri (che sono i peggiori perché si nascondono sotto falsi moralismi) del PD, l'indecisione renziana (alimentata dalle dichiarazioni dei giovani turchi e di baffino), gli apolidi di Scelta Civica disintegrano, giorno dopo giorno, l'esecutivo di Letta. In parlamento è quasi ovvio che ci siano scontri di interessi. Purtroppo non sono capaci di guardare ai bisogni della Nazione intera perché troppo impegnati agli equilibri e poco avvezzi al rischio!
La politica del rinvio andrà di moda! Anzi: è di moda!
Non ce l'ho con loro...o almeno non più di tanto!

L'Italia arretra sempre più e di fronte a questo scempio abbiamo una nazione intera che continua a tifare una parte piuttosto che comprendere la necessità di un armistizio (magari anche armato) per uscire da questo tunnel. L'interesse nazionale non prevale su quello di parte! Mai! Mai una volta e questo mi manda in bestia!

La colpa peggiore è dei giovani! Sì, di quelli che si ostinano a tifare ed urlare fideisticamente per una parte augurando l'eliminazione dell'avversario anche attraverso il sacrificio umano (ovviamente ritualizzato e spero sia divenuto un nuovo precetto apotropaico) del proprio Presidente. Non c'è niente di male ad esser di parte. Amo chi è di parte. Ma ci sono dei momenti in cui l'interesse personale va messo via. In tanti sono quelli che non capiscono quest'ultimo passaggio.
Ecco questi sono i più rincoglioniti: infatti non hanno interessi da difendere (in quanto giovani sono in buona fede...infatti non hanno un cazzo in mano), sono ingenui, non hanno un lavoro, quando lo troveranno guadagneranno meno della metà dei genitori, non avranno una pensione, saranno indipendenti a 35 anni e credono ancora in qualche surrogato ideologico rimpastato da Ezio Mauro o Marco Travaglio.
Come faccio poi ad incazzarmi con i parlamentari quando i primi coglioni siamo noi?

Se proprio si deve, parliamo, almeno, di sfiducia costruttiva per favore?

venerdì 21 giugno 2013

#Lovefunding: Mission complete

Cari amici,
 sarò breve.
Volevo solo ringraziarvi per il vostro sostegno (economico, morale, psichico).
L'obiettivo è stato raggiunto: 288 euro! Che sommati ai miei 100 fanno 388!
Non so come ringraziarvi
Vi abbraccio tutti!

Mauro

giovedì 13 giugno 2013

Aggiornamento n°2 #lovefunding: ci siamo quasi...

Buongiorno ragazzi,
 l'esperienza del lovefunding si sta per concludere. Non finirò mai di ringraziarvi per tutto quello che avete fatto. Il merito è tutto e solo vostro.
Vi ringrazio per aver donato ma vi ringrazio anche per aver condiviso e divulgato il folle progetto di raccolta fondi. La "colletta" ha visto molti partecipanti con donazioni di vario genere. Dall'ultimo aggiornamento (risale a qualche giorno fa) abbiamo superato il 250 euro (sempre escludendo i miei 100 euro promessi).
Diciamo che ci siamo quasi. L'obiettivo minimo di 200 euro è stato raggiunto in meno di una settimana, ora  raggiungiamo i 300! Solo in quel momento chiuderò la campagna! :-)
Aiutatemi a mettere fine a questa operazione! ;-)

Vi ricordo ancora che:
1) ritwittare, condividere, commentare (anche più volte) il post (sia sul blog che nei social network) è di vitale importanza. Diamo visibilità ancora alla breve lettera  motivazionale http://parolesanteblog.blogspot.gr/2013/06/lovefunding.html

2) donare (una cifra simbolica che io ho quantificato in 5-10-20 euro) direttamente nella carta di Maria Rosaria Fabbri n° PostPay: 4023600576261632; questo è il codice fiscale: FBBMRS88S46E388S.

Il Blog ha superato le 1600 visite, questo significa che la lettera sta ancora girando...continuiamo...serve l'ultimo sforzo.
In realtà...volevo ringraziarvi per un'altra cosa (molto più importante):
 è tornato il sorriso a Maria!

Grazie ancora!

Mauro

venerdì 7 giugno 2013

Aggiornamento n°1 #Lovefunding

Buongiorno a tutti,
 le prime parole voglio utilizzarle per ringraziare tutti quelli che mi hanno sponsorizzato in questo folle progetto di lovefunding. Ero molto titubante e timido ma gli immediati commenti di stima e vicinanza mi hanno dato una forza incredibile.
Fatto i dovuti ringraziamenti vi ricordo come potete aiutarmi, ci sono due modi:
1) ritwittare, condividere, commentare (anche più volte) il post (sia sul blog che nei social network). Insomma...dare visibilità alla lettera http://parolesanteblog.blogspot.gr/2013/06/lovefunding.html

2) donare (una cifra simbolica che io ho quantificato in 5-10-20 euro) direttamente nella carta di Maria Rosaria Fabbri n° PostPay: 4023600576261632; questo è il codice fiscale: FBBMRS88S46E388S.
Finora il Blog ha ricevuto circa 1000 visite in 3 giorni (e sono tantissime)! Pensate che da quando ho timidamente aperto il blog ne avevo accumulate in totale 800!
Dall'ultimo controllo effettuato ieri pomeriggio nella carta sarebbero stati donati circa 90 euro* (esclusi i miei 100). Siamo già a metà dell'opera. Continuiamo così!

Non dimenticate, però, che ho ancora bisogno del vostro aiuto, del passaparola, del "mi piace", della condivisione continua. Solo in questo modo riusciremo a raggiungere l'obiettivo!
Grazie ancora!

Mauro

* mi scuso per la foto poco leggibile.


martedì 4 giugno 2013

LOVEFUNDING

LOVEFUNDING

Sono Mauro e sono a Creta da 20 giorni. Progetto Leonardo. Questo mi terrà impegnato tutti i giorni fino ad agosto. Sono fidanzato con Maria. Non pensavo che la distanza fosse un problema, in fondo abbiamo internet, il cellulare e gli sms. Mi sono ricreduto, mi manca davvero. Le distanze non si colmano con un tweet, whatsapp non sostituisce un abbraccio affettuoso.
Maria lo sa, infatti ha già comprato il biglietto per raggiungermi. Partenza il 9 luglio da Ciampino, ritorno il 16!
Maria, studentessa, lavora saltuariamente in un ristorante, cameriera. Facendo i doppi turni nei weekend di giugno, secondo i suoi piani, dovrebbe riuscire a mettere da parte 300 euro necessari qua a Chania, per il vitto, l'alloggio e gli spostamenti.
Nel frattempo preparerà gli esami come tutti gli studenti nei mesi degli appelli.

È notte fonda a Chania e non riesco a dormire. Anche oggi Maria ha lavorato facendo, anche, il doppio turno. "Meglio!" - mi ha detto ieri su Skype - "Così raccolgo prima questi soldi". Però è successo un fatto molto spiacevole: si è fatta male, un taglio, un brutto taglio...profondo...ha perso sangue...molto. Ospedale...radiografie...classici rituali rassicuranti e vicendevoli tra paziente e medico...ma non sembra esser molto grave. Invece no! Da Creta, con mille difficoltà, vengo a sapere che la stanno operando! È sempre più tardi ed ho sempre meno sonno.
I successivi sviluppi tardano ad arrivare. Odio la connessione quando non è stabile, odio il costo delle chiamate all'estero, odio la lentezza degli SMS usati come chat...odio il credito che termina nel bel mezzo della notte...odio la lontananza. Finalmente arriva un SMS.
Ora Maria sta bene (o almeno così pare) e deve solo riposare. Passate le ansie e le paure notturne rimangono le ferite...e sopraggiungono le razionali domande diurne...con il conseguente sconforto.

Più del dolore post-operazione, fa male (molto) sapere che non può più lavorare ergo trovare i soldi per venire da me! Ora siamo un po' tristi. Ad oggi io e Maria non possiamo vederci.

È per questo, cari amici, che vi propongo una cosa, che non ho mai fatto prima per una causa del genere: vi chiedo una mano. Io voglio comunque regalare questo soggiorno a Maria. Lo faccio per lei quanto per me! Facendo un tirocinio sono impegnato tutto il giorno e dubitando fortemente nelle mie capacità di imparare il greco in una settimana, mi è praticamente impossibile trovare lavoro qua.

Ma noi ci amiamo! È per questo che vi chiedo di aiutarmi. Come?
L'unica cosa che mi viene in mente, questa notte, è: prendere un pezzo di carta; prendere una penna; segnarsi questo numero PostPay: 4023600576261632 e questo codice fiscale: FBBMRS88S46E388S; metterlo nel portafoglio (vicino ai soldi); andare alle poste o al tabacchi e donare 5 euro o 10 euro o 20 euro al numero del conto segnato precedentemente. È una cifra simbolica che (spero) porterà felicità. Questa operazione avrà il nome di "Lovefunding". Non saprò mai chi e perché donerà, spero solo di raggiungere l'obiettivo. So che questa alzata di ingegno non piacerà molto a Maria (in quato molto orgogliosa) ma lo faccio comunque!
Non è uno scherzo e lo faccio perché Maria lo merita.
Da partre mia dividerò le spese con lei (quando verrà) ed inoltre metto sul piatto un piccolo risparmio che ho a disposizione come quota di partenza: 100 euro.
Se riusciremo nella sfida documenterò (connessione permettendo) la permanenza cretese di Maria con foto, commenti, e post dal mio blog rilanciati su twitter e facebook.
Non avendo altre soluzioni a portata di mano, qui a Creta, vi chiedo di aiutarmi...se potete e se volete.

Grazie. Mauro. :-)