venerdì 5 giugno 2015

Grizzy bear - Shields (2012)

Oggi parliamo di musica

Difficile trasmutare in parole quello che questo album provoca.
I Grizzly Bear credo si siano superati con il loro album Shields del 2012. Due furono i singoli lanciati per arrivare al un gran successo. Merito della produzione di Taylor (il bassista).
Un album molto particolare con ballate travolgenti ma soprattutto un suono non sempre in linea con l'ortodossia indie. Eppure sono americani!
Un suono pieno e coinvolgente. Sicuro e roboante. Sfumature concrete e reverbero sono i contorni di questo album che parte con Sleeping Ute. Il groove è ricercato, nulla viene lasciato al caso.
Antitesi della banalità, riflessi sonori che odorano di anni '70. Un album riflessivo e corposo. Geniale l'accoppiamento di suoni, cori che costituiscono un portato massoso ma che riesce ad esser digerito dall'orecchio con sconvolgente linearità ed equilibrio.
Yet Again rimane forse la canzone più bevereccia ma alla sua ragionata costruzione viene associato un pensiero unico che accompagna la puntina al fruscio finale della prima parte del disco.
Gli accompagnamenti ed i riff sono vittime di un sintetismo che pianta le sue radici negli anni '80.
Grande merito deve esser riconosciuto al basso che fa da collante alla folla di suoni che si addensano in superficie.
Il flusso scorre...e questo è quello che conta. Ambizione di una frammentazione omogenea.

Vanitoso, tenace ma onesto.

I miei più vivi complimenti. Voto: 8



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